| |
|
Maria
Montessori, Alice Hallgarten, Leopoldo Franchetti:
un
incontro determinante per la storia della pedagogia
di
Maria Luciana Buseghin
Nella
biografia scientifica di Maria Montessori all'anno 1909 corrispondono due
pietre miliari: la pubblicazione del volume “Il metodo della pedagogia
scientifica applicato all’educazione infantile nelle Case dei
bambini”, edito a Città di Castello dalla Tipografia Casa Editrice di
Scipione Lapi per volere e con finanziamento di Leopoldo e Alice
Franchetti e il primo Corso di pedagogia scientifica tenutosi alla villa
Montesca, sita in collina appena sopra il capoluogo tifernate, dal 1 al 31
agosto 1909 cui parteciparono maestre giunte da tutta Italia oltre alle
insegnanti delle scuole di Montesca e Roviglianol. Il volume costituisce
la prima esposizione organica della visione montessoriana della pedagogia,
disciplina intesa allo sviluppo spontaneo e libero della personalità del
fanciullo attraverso un materiale educativo scientificamente predisposto;
quanto al corso estivo – che doveva costituire la prima iniziativa della
Scuola di Educazione Domestica fondata dai Franchetti a Città di Castello
con direttrice Felicita Buchner, scuola che non spicco il volo - la
redazione di "Gioventù Nova" curò la pubblicazione di un
volumetto che raccoglieva appunti e note sulle lezioni della dottoressa
Maria Montessori docente dell'Università di Roma – a cominciare dalla
presentazione dello stesso Leopoldo e dalla prolusione della Montessori -
oltre a darne ampia notizia nel redazionale del numero del luglio 1904:
Il 10 agosto
si apriva l'Istituto con un corso di conferenze della sig.ra Montessori
Prof.ssa all'Università di Roma, alle signorine che non avrebbero potuto
frequentare il corso annuale . . . luogo di riunione . .. mistico luogo di
raccoglimento era la villa Franchetti, ormai divenuta cenacolo e accolta
di tutte le anime superiori, di tutte le cose buone e belle... desiderose
di apprendere la nuova e sana parola materna ... e su tutte queste
giovanili speranze dominano con una superiorità tutta materna, coloro che
a questa missione hanno dedicato da tempo la vita... la Baronessa anima e
vita della grande opera, la prof. Montessori, la diret. Felicita Buchner
Ia poetessa Aganoor Pompily, la contessa Maria Pasolini, la Valentini
Mavarelli, alle quali. .. era aperta come nel Medio Evo alle feste degli
amori, con una sontuosità veramente regale la grande villa posta sulla
cima del colle ....
All'inaugurazione
del Corso arrivò, se pure in ritardo, anche Aurelia Josz, fondatrice
della Scuola agraria
femminile
di Niguarda che anni dopo ricordò l'evento dipingendo un ritratto di
Alice, rimasto giustamente famoso, quale "fiammella francescana”.
Il metodo della pedagogia scientifica era appena uscito e sappiamo
che i baroni Franchetti furono determinanti per questo evento. La storia -
secondo quanto afferma Marjan
Schwegman, nota biografa di Maria Montessori - comincia qualche tempo
prima quando Alice incontra in
casa della scrittrice Sibilla Aleramo, attiva nell'educazione dei bambini
dell’Agro romano, la pedagogista
marchigiana che ne era amica. La Aleramo, figura complessa e di cui è
tutt’ora in corso la riscoperta, appartiene a quel mondo di femministe -
di cui alcune si riconobbero nel movimento del femminismo pratico e altre
anche in quello teosofico - che fu tanto importante sia per Alice
Hallgarten che per Maria Montessori, prima di tutto come occasione di
incontri, dibattito, diffusione delle idee e delle iniziative: la Aleramo
stessa racconta in una conferenza tenuta nel 1955 della sua collaborazione
con Anna Celli durata fino al 1911, anno in cui se ne dovette andare da
Roma, e della loro comune appartenenza alla sezione romana dell’Unione
Femminile con cui, sappiamo, anche Alice avere intessuto stretti rapporti.
Tra le "femministe pratiche" importanti sia per la Franchetti
che per la Montessori, Sofia Bisi Albini, fondatrice di "Vita
Femminile Italiana' (1907-1913) che doveva essere “una rivista
seria che rendesse conto di tutto il lavoro e il pensiero delle donne
nostre, onde far scoprire che in Italia la donna si occupa con tanta
intelligenza e tanto slancio di opere sociali”. La rivista contribuisce
fortemente, infatti, a diffondere e promuovere le idee e le iniziative
della Montessori: per esempio, nel 1907 pubblica un lungo articolo della
stessa Montessori sulle Case dei bambini e nel 1910 un articolo in cui la
Bisi Albini parla della “sua opera magistrale "Il metodo della
pedagogia scientifica applicato allèducazione dei bambiní (Città di
Castello, Edit. Lapi, lire 5) e della grande diffusione del metodo”,
entrambi apprezzatissimi anche dalla regina Margherita.
Tutte
noi prime ammiratrici di Maria Montessori ci sentiamo oggi senza volerlo,
un po' fiere del suo trionfo; ma chi avrebbe diritto di esserlo (e non lo
sarà perché la sua modestia è pari alla sua bontà, che vuol dire senza
limiti) è Alice Franchetti. A lei ed al Senatore Franchetti si deve la
pubblicazione dell’opera poderosa della dott. Maria Montessori; ad essi
l'iniziativa di quel corso tenuto l’estate passata a Città di Castello
nella Scuola di vita pratica (altra loro creazione) e che fu frequentato
con crescente e commovente entusiasmo da signorine, da signore, da maestre
e da direttrici di scuole infantili. É giusto dirlo, senza l'impulso
dato dalla baronessa Alice Franchetti, forse il cammino delle idee di
Maria Montessori sarebbe stato più lento. La piccola mano di una
personcina dominata da uno spirito superiore e vibrante, seppe compiere il
miracolo di spingere al libero volo per l'Italia, l'idea grande e bella
profondamente studiata da una donna di singolare dottrina, di forte
ingegno e di alto animo.
A
fine 1909, inoltre, era uscito in "The London Journal of Education',
un articolo della stessa Alice sulla
Casa
dei Bambini di San Lorenzo in Roma che suscitò grande interesse e in
seguito al quale fiorì un vivace
dibattito: conseguenza ne furono alcuni articoli che uscirono nella
rivista americana "The Kindergarten -
Primary" e addirittura viaggi di maestre americane a Roma per
osservare sul posto I'esperimento della
Montessori. Una di queste maestre - Anne George - fu la prima traduttrice
del Metodo, nel 1912 e nel
gennaio 1913 si tenne a Roma il primo corso internazionale sul Metodo con
uditrici di 17 nazionalità, tra
cui la maggioranza americane.
Ma vediamo come ci racconta Anna Maria Maccheroni - amica, allieva e
stretta collaboratrice della
Montessori - l'evento-causa della pubblicazione del Metodo:
La
Baronessa Franchetti molto interessata alla Casa dei Bambini a San Lorenzo
avrebbe voluto indurre suo
marito,
il Senatore Barone Franchetti, ad andare a vederla. Il Barone tornava
dall’Africa. Sua moglie andò a
incontrarlo in Sicilia sperando di persuaderlo durante il viaggio di
ritorno a Roma. Riuscì nel suo intento. Il Barone andò alla prima Casa dei Bambini. La Dottoressa si teneva in
disparte perché il Barone vedesse da sé
L’andamento delle case .. . . Il Barone guardava e taceva. Finalmente la
Dottoressa gli si avvicinò e gli domandò che ne pensava. . . "Ha
scritto un libro?" domandò lui bruscamente. "Un libro. .
.no". "Ma lei può morire e tutto questo andrebbe perduto".
La Dottoressa godeva buona salute. Il Barone le disse di scrivere subito
un libro, la invitò nella bella Villa Volkonsky [sic, ma dall'epistolario
di Alice sembra essersi trattato piuttosto di Villa Montesca: n.d.a.] dove
le dette le più comode condizioni per scrivere all'aperto, nel bel parco
tutto verde. Elisabetta Ballerini l’accompagnava. Dopo venti giorni il
manoscritto era pronto. Il Barone prese nella sua auto la Dottoressa, col
manoscritto che essa aveva involto in carta velina bianca e legato con un
nastro bianco di raso, erano diretti da Loescher, ma a mezza via il Barone
dette l’ordine all’autista: << A
casa >>.
Questa brusca decisione era ben pensata. Il giorno dopo il Barone prese il
treno per Città di Castello e là, dove era molto bene conosciuto,
consegnò il manoscritto a una stamperia (lo Stabilimento Lapi: n.d.a.),
non a un editore, con l’ordine di stampare parola per parola senza
cambiare nemmeno una virgola. Così apparve il primo libro sul Metodo.
La stima del barone Franchetti per la Montessori - che da tempo si
occupava di educazione popolare e che
sarà fino alla morte attivissimo nel sostenere la diffusione del metodo
montessoriano - risulta evidente nel
discorso di apertura del Corso:
Ho
l’onore di presentare la sig. Dottoressa Maria Montessori la quale è
venuta fra di noi per parteciparci i frutti degli studi e degli
esperimenti didattici coi quali essa fa progredire con metodo strettamente
scientifico,la pedagogia sulla via aperta dai grandi educatori degli
ultimi secoli. E di ciò la ringrazio a nome di tutti noi.
Da
parte sua, Alice aveva seguito da vicino le vicende legate alla stampa del
volume, preoccupandosi sempre, da premurosa padrona di casa, anche
dell’ospitalità: apprendiamo, infatti - grazie alle lettere che la
Hallgarten scrisse in quell'estate a Maria Marchetti “il suo
spirito agente alla Montesca" - che seguiva la stampa del libro della
cui supervisione in loco era stata incaricata in qualche modo la Buchner
cui la cara Marietta doveva riferire che <<... il titolo del libro
Montessori va bene, come abbiamo del resto subito telegrafato al Proto
Marinelli >>.
La
Montessori frequentava anche Villa Wolkonsky, abitazione romana dei
Franchetti: sappiamo, per esempio, di una colazione di lavoro organizzata
da Alice nel febbraio 1909 per far incontrare la pedagogista e Romeyne
Robert marchesa Ranieri di Sorbello, cui partecipò anche Felicitas
Buchner, istitutrice e pedagogista della corrente dell’attivismo:
sicuramente uno degli argomenti della conversazione sarà stata la scuola
rurale elementare pluriclasse attivata dalla marchesa-imprenditrice
americana con sede nella settecentesca villa del Pischiello presso
Passignano sul Trasimeno, di proprietà degli stessi Sorbello.
Alice
teneva moltissimo al buon andamento delle sue amate scuole di Montesca e
Rovigliano, allo sviluppo
e al consolidamento del metodo didattico-pedagogico: in una lettera del
dicembre 1908 leggiamo:
Io
sto straordinariamente bene. Anche in questi giorni non ho perso né un
gramma [sic; a questo proposito, ricordo
che Alice era malata di tubercolosi e che morirà il 22 ottobre 1911], né
la calma perfetta. Dev'essere
che alla Montesca si vorranno ancora svolgere grandi cose. Intanto ho
assicurata la Montessori per venire
3 mesi dí vacanze lì, ad istruire le maestre.
E
il 15.4.1909, sempre da Villa Wolkonsky:
...
Ben volentieri terremo la buona Condulmari [maestra d’asilo di Milano]
per iI Corso Montessori, perchè
indovino
che potrebbe diventare una apostola del Metodo. Quando perciò ti parrà
giusto, dille pure che la
terremo volontierí, pagandogli altri due mesi. La Sgra Mavarelli, cara ed
intelligente collaboratrice preziosa
per l’opera nostra, mi scrive consigliandomi di tenerci amico il più
che sarà possibile l'Ispettore scolastico di
Perugia 136. Perciò ti prego di dire alla Sigra Buchner, da parte mia
quanto sia importante che egli venga
subito informato del Corso estivo Montessori, perché non ci venga da lui,
la guerra in avvenire per l'attuazione dei nuovi sistemi. Forse il meglio
sarebbe che la Sig. B. gli mandasse il programma con qualche sua parola, e
che tu ci aggiungesti una lettera (perché lo conosci personalmente)
dicendo anche a nome mio quanto tengo alla sua collaborazione.
Del
resto, segnali di approvazione << alla baronessa Alice
... per I'intelligente e munifica opera svolta in prò
dell'istruzione popolare >> erano già giunti nel novembre 1908 e lo
stesso Provveditore Papa ebbe a esprimersi in modo altamente elogiativo in
occasione dell'inaugurazione del corso. Inoltre, come risulta chiarissimo
dalla lettera seguente, deliziosa, Alice si preoccupava personalmente di
ogni particolare dell’ospitalità offerta alla Montessori che
addirittura aveva una "sua" stanza alla Montesca. Il
14.7.09, in cura presso uno stabilimento termale dei Colli Euganei,
scrive:
Carissima,
Vuoi farmi due piaceri? Non aspetto la risposta perché so che me ne
faresti anche dieci. Dunque
senti: vorrei che si mettesse iI letto grande che è in camera mia nella
stanza grande dove ha dormito e dormirà la Montessori, trasportando dalla
stanza Montessori i due letti che ora ci si trovano, e mettendoli in
camera mia. Siccome questa è una sorpresa per mio marito, ti prego, nella
tua risposta, e se I'hai fatto, di scrivere: il tempo è bello! Se non hai
capito o ci fosse altra difficoltà indirizzi la mia lettera a Louise (Herman).
Altra
lettera molto significativa dell’apprezzamento che Alice riservava al
metodo Montessori è quella del 12 febbraio 1910 da Roma:
Carissima,
La Montessori terrà qui a Roma un corso teorico-pratico, principiando il
2 Marzo. Ti accludo il
programma. Come vedi è una unica occasione per preparare una maestra per
Citerna. Io ci tengo molto, come capirai, ed anche che sia una ragazza di
lì o dell'Umbría, perchè una romana non ci starebbe volontieri. Ora ti
prego caldamente di metter tutta la tua energia nel trovare una buona ed
intelligente maestra patentata, pronta a venire subito qui, seguire il
corso, e prendere il posto a Citerna nel nuovo anno scolastico. Dio ti
faccia riuscire, sarà una delle più belle soddisfazioni della mia vita
se potessi vedere, nell’asilo che porta il mio nome, un vero asilo
Montessori nella tranquilla purezza della solitudine umbra! Ti prego non
far vedere il programma a nessuno e di rimandarmelo. La M. non vuole
pubblicità, e vuole poter ammettere soltanto persone veramente degne.
Da
un carteggio che Alice intrattenne con Paul Sabatier : nella
lettera del 7 maggio 1908, da Roma, ringrazia
Sabatier
della << sua buona visita. Con quella mi ha fatto un gran bene. Che
peccato che non sia rimasto per
la conferenza Montessori. Era cosa grande >>; in quella del 20
maggio 1908 da La Montesca, si legge:
<<
Caro amico. È per me un vivo dispiacere non poter venire colle mie amiche
oggi ad Assisi. ... Le raccomando caldamente di parlare colla Signorina
Montessori, che è mia ospite e colla quale potrà parlare di cose che
interessano a noi tutti.>>
Da
un’altra, del 19 dicembre 1910, apprendiamo che la Franchetti aveva
istituito una "Casa dei bambini" col metodo Montessori per i
piccoli alla Montesca, tenuta da quattro maestre che si teneva in casa e a
cui leggeva ad alta voce la Vita di San Francesco, proprio di Paul
Sabatier, testo che
ha
costituito una svolta fondamentale nella storia delle biografie
francescana.
Alice si informava sempre su tutto quello che concerneva le sue Scuole,
nei minimi particolari, come risulta
chiaro anche dal suo intervento all'inaugurazione del Corso estivo,
seguito a quello della Montessori:
Parla
la B. Franchetti in un'aura satura di commozione:
'Giacché, ella dice, è
il momento dei saluti anch'io
voglio dire delle piccole parole semplici, con sentimento di sorella.
Anche per l'avvenire, quando saremo divise, quando ognuna sarà tornata al
suo posto di dovere, vi prego di rammentarmi e di lasciarmi sempre il
privilegio, che possa loro chiedere, non avendo la fortuna di essere
maestra, di vedere svolgere attraverso l’opera loro il nuovo seme. Mi
diano qualche conforto scrivendomi, comunicandomi le loro esperienze,
perché così avrò l'illusione di lavorare con loro, di sentire la gioia
della continuazione di questa opera iniziata dalla quale ognuno porterà
via con sé qualcosa di più.
Tra
le maestre cui si rivolgeva Alice, c'era anche Teresa Bontempi di
Bellinzona nel Canton Ticino che nel
libro degli ospiti del Laboratorio Tela Umbra (post 24.4.1909 e
ante 8.6.1909), scrisse:
Ritemprata
la mente al contatto dell'ideale luminoso di vita enunciato dalle nuove
teorie scientifiche della Dott.sa
Maria Montessori, lascio Umbria gentile pronta ora più che mai a lottare
e a soffrire per il trionfo tra gli umili della bontà cosciente e l'estendersi
tra i bambini d'una felicità duratura.
E
ancora Alice, il 21.1.09 da Roma; sulla positività e importanza del
Metodo Montessori:
Ma
sono tranquilla e fiduciosa nel cambiamento radicale che quest’anno
introdurremo nell’educazione primaria col Metodo Montessori. La M. ha
promesso, come sai, di tenere durante i 3 mesi di vacanze, dei corsi a
Città di C., e ti prometto che dopo questo, tu, io e le maestre sapremo
come fare per mettere anche il bambino di campagna sotto 6 anni in grado
di sviluppare la propria intelligenza organicamente, come cresce la
pianta, da cellula a cellula, e che non sarà più necessario lo sforzo
dal niente al troppo. Ma di questo parleremo a voce.
|
|
|
Mi
corre l’obbligo, però, a questo punto di far osservare che il
comportamento di Maria Montessori nei
confronti
dei Franchetti non è stato altrettanto coerente e limpido. Sappiamo da
varie fonti che la pedagogista
marchigiana non amava citare eventuali fonti e collaborazioni e che era
decisamente autoritaria e dominatrice verso le sue collaboratrici che
spesso, anche dopo periodi di intenso rapporto amicale e lavorativo,
scappavano. Se è vero che furono i Franchetti a chiamare la Montessori a
sperimentare il metodo nelle scuole della Montesca, è anche un fatto che
le scuole rurali fondate da Alice e Leopoldo erano già una
fucina di idee e di sperimentazioni grazie ai tanti viaggi di studio e di
ricerca di metodologie e strumenti
didattici innovativi proprio di Alice che, inoltre, chiamò a lavorare
nelle sue Scuole tante pedagogiste
europee ed americane note ed apprezzate: da Lucy R. Latter, a Berta La
Mothe, a Vida Scudder, a Florence
Converse, a Felicita Buchner. La stessa Montessori - nonostante avesse già
tolto dalla terza edizione del
Metodo, il nome di Lucy R. Latter - riconosce I'influenza del metodo
dell'educatrice e pedagogista inglese
in un suo scritto del 1921: << L’ideale della casa dei bambini ...
è di imitare ciò che si fa di meglio in quelle
scuole che debbono più la loro ispirazione a Mrs. Lalîer >>. E
tra queste Scuole, certamente per prime
possiamo annoverare quelle di Alice che chiamò la Latter alla Montesca
nel 1907.
Va
detto che anche la Montessori durante le lezioni tenute nel corso del 1909
alla Montesca riconobbe
I'importanza
per il suo libro dei Franchetti, e in particolare di Alice:
Esistono
fortunatamente dei veggenti - e questo ci consola - che aiutano a
rischiarare la via anche agli altri.
Molti
hanno visitato la Casa dei B. per ritemprarsi in quel bagno spirituale; ma
solo l’angelica B. Franchetti ha compreso che quell'acqua avrebbe
rinvigorito l'umanità. Oggi, qui, ne vedremo la prima attuazione. Io ero
rimasta nell’oscurità, senza aiuto; nessuno aveva compreso lo sforzo, a
volte tragico, per sollevarmi, per sorreggermi, in questo lavoro umano,
arduo come tutti quelli che nel mondo non hanno ancora il loro posto.
I Baroní non dettero solo una parola vaga di lode, ma una pronta e vasta
azione. Il Senatore disse "Queste
parole e questo metodo, non devono vagare di bocca in bocca, ma debbono
divenire con mezzo di propaganda".
Essi curarono prima il libro come una loro creatura. ... Ed ora essi sono
qui tra noi, in questi tempi dí calore preferiti da altri per comode
villeggiature, insieme con voi che pur avete sacrificato casa, tempo,
famiglia, per farne prezioso dono a me.
Nel
1916 la Montessori, scrive:
A
lei [la marchesa Maraini Guerrieri Gonzaga: n.d.a.] si unì nella
generosità la compianta baronessa Alice
Franchetti,la quale, nel suo spirito superiore, aveva avuto un concetto
grande di quest’opera; e, benché sofferente, volle ancor vivere e
partecipare alla vita con opere che aiutassero le nuove generazioni. Così
di Lei restano a ricordarla, oltre all’affetto imperituro di chi ebbe il
privilegio d’avvicinare e comprendere il suo animo eccezionale, le
scuole che fondò per i bambini dei contadini nella sua tenuta della
Montesca (Città di Castello), ove fu posto il mio metodo per i piccolini,
e dove Ella stessa, raccogliendo quanto di meglio era al mondo in fatto di
educazione, adattò mirabilmente metodi per scuole elementari rurali. E
oltre a tale opera educativa, che è quasi la sopravvivenza dell’anima
sua là dove entrò sposa del barone Franchetti, anche questo esperimento
viene a ricordarla. Il suo desiderio fu, come quello della marchesa
Maraini Guerrieri Gonzaga, che questo tentativo sperimentale si svolgesse
senza intromissione, senza controllo alcuno: nella sua piena spontaneità.
E,
compiendo l'atto generoso, Essa si addormentava, lasciando a noi il
profumo della sua gentilezza. In questo momento in cui il libro che narra
tale esperimento esce alle stampe, tutti quelli che la conobbero, che
l’amarono, che furono da lei beneficati, che sperimentarono nella
sofferenza che cosa fosse la sua amicizia, sentiranno rivivere la sua
memoria: e questo è il miglior sentimento per iniziare la lettura di
questo libro.
Il
libro cui allude la Montessori è "L’autoeducazione nelle scuole
elementari", edito esplicitamente come
continuazione de "Il Metodo".
Nonostante
queste testimonianze, il comportamento della Montessori rimane quanto meno
contraddittorio,
come
mette in evidenza Giuseppe Lombardo Radice (Catania, 1879 - Cortina, 1938), filosofo e pedagogista
che dal 1915 per circa un ventennio seguì e studio l’esperienza della
Montesca, divenendone il maggior
promotore: nel 1924 pubblica Athena fanciulla in cui,
oltre ad illustrare egregiamente il metodo Montessori
e come fosse nato in collaborazione o per suggestione di altri e come
venisse applicato nelle Scuole fondate
dalla Franchetti, si rivolge ad Alice - troppo presto, dimenticata anche
da << Maria Montessori, che fu tua
prediletta, poiché la scopristi tu per prima, e la affrancasti da ogni
difficoltà >>. A conferma della sua tesi, analizza le dediche delle varie edizioni del Metodo:
L’edizione
del Metodo della Pedagogia scientifica de l909 fu fatta a spese di Alice
Franchetti a Città di Castello.
Lo
attesta la dedica della Montessori: "Alla Nobil Donna Baronessa Alice
Franchetti-Hallgarten e al Barone
Leopoldo Franchetti senatore del Regno dedico questo libro che è stato da
loro voluto e che per opera loro esce oggi alla vita del pensiero
battezzando nella letteratura scientifica le "Case dei Bambini".
Ma nell’edizione del 1913 solo un secco: << Alla cara memoria
della baronessa Alice Franchetti >> e in quella del 1926 <<
la dedica alla santa memoria è scomparsa ... Lo spirito franchettiano è
perduto del tutto nella 3a edizione
osserva
Lombardo Radice e seguita ribadendo che lui stesso e
tutti
gli amici “ dell’educazione nuova" devono tantissimo a Alice e
alle visite alla Montesca e che i programmi di studio di Giovanni Gentile
consacrarono le sue vedute additando la Montesca come esempio a tutti i
maestri d'Italia. Perciò conclude: << ci sei ritornata davvero,
Alice Franchetti. Sei fra noi, ora, per sempre.
Nella
prima edizione americana del l9l2 - The Montessori Method scientific
pedagogy as applied to child
education
in "The Children\ houses" withe additions and revisions by the
author - la Montessori dichiara
che << all'inizio del volume mette il caro nome di Alice
Hallgarten di New York poiché il volume esce per
la prima volta nella terra di suo padre e sua e che proprio Alice e
Leopoldo avevano desiderato la traduzione
inglese di un << lavoro così vicino al suo cuore >>. Per
tutto questo e per essere stati i Franchetti << fermamente convinti
dei principi sottesi alle Case dei Bambini >>, la Montessori decise
di << dedicare alla sua memoria questo libro, le cui pagine, come un
fiore sempre vivo, perpetuano la memoria della sua beneficenza.
Un
ultimo cenno a un aspetto molto importante della personalità sia di Alice
che di Maria che si tradusse
in
una particolare forma di spiritualità: il misticismo “operativo",
una specie di dedicazione religiosa alla
propria missione, di sentimento sororale che univa non solo queste due
donne ma tante altre femministe
dell'epoca: segno di questa attitudine può essere individuato anche in un
altro elemento che, a mio parere,
la Montessori introdusse nelle Case dei bambini, per imitazione, se pur
condivisa, dell’operato di Alice: la
collocazione, al centro di ogni Casa di una copia della Madonna della
Seggiola di Raffaello che per lei
simboleggiava << l'elevazione materna, il progresso della donna e la
protezione della prosperità >>. Certo, con uno spirito
sicuramente diverso da quello di Alice - forse più teosofico e in qualche
modo ancora positivista - mentre sappiamo che Alice - che per prima aveva
ornato le Scuole di riproduzioni di quadri a soggetto sacro, Gesù, Maria
Vergine ma anche l’angelo custode - aveva una religiosità più vicina
al francescanesimo e insegnava ai bambini a porre fiori davanti alla
Madonnina della Scuola quali benedizioni per lei stessa.
<<
Ogni fiore che portano alla Madonna con un buon pensiero è una
benedizione per me, la quale sento fortemente, anche lontana >>.
|
|
|
|
| |
|